Ustica: una magia tutta da scoprire

Ustica è un’isola suggestiva, che può essere vissuta ed apprezzata in mille modi diversi: emozionanti immersioni subacquee, relax e tintarella nella quiete delle calette, escursioni nelle meravigliose grotte che punteggiano la costa, ma anche trekking e birdwatching in una natura incontaminata, importante punto di sosta per gli uccelli migratori. Proprio per queste sue peculiarità Ustica ospita ben due riserve: una delle prime Riserve Marine d’Italia e una Riserva Naturale protetta.
Un primo itinerario per ammirare le bellezze dell’isola parte sicuramente dal mare. Un giro in barca permetterà apprezzare contrasti cromatici di rara bellezza fra il verde intenso che ricopre l’isola, la nera roccia vulcanica e l’intenso azzurro del mare, nonché di scoprire anfratti, grotte e calette apprezzandone a pieno tutto il fascino.
Partendo da Cala Sidoti, sul versante nord occidentale dell’isola, si può raggiungere lo Scoglio del Medico, uno dei luoghi più apprezzati per le immersioni, la Grotta Segreta e la Punta dello Spalmatore dove è possibile immergersi nelle suggestive piscine naturali racchiuse dalla scogliera vulcanica collegata con un passaggio subacqueo naturale al mare aperto.
Nell’area antistante Punta Gavazzi sarà possibile seguire un percorso archeologico subacqueo guidato lungo il quale osservare relitti di ancore, vasi e reperti di epoche diverse direttamente nel sito in cui sono stati rinvenuti. Fra le grotte meritano sicuramente una visita la Grotta Verde, la Grotta Azzurra e la Grotta dell’Oro, che devono il proprio nome agli splendidi riflessi assunti dalle acque attraverso variegati giochi di luce.
Anche l’entroterra di Ustica merita sicuramente di essere visitato. L’Isola è attraversata da una dorsale montagnosa che la divide in due e che culmina nella località chiamata Guardia dei Turchi, da cui in passato si avvistavano le invasioni nemiche. L’isola è visitabile, oltre che con servizi di minibus e taxi bus, anche in scooter e biciclette elettriche che possono essere noleggiate sul posto.
Chi vuole fare un salto indietro nel tempo potrà provare l’emozione di una passeggiata per le vie del borgo e lungo i sentieri immersi nella natura in groppa a degli asinelli, un’esperienza indimenticabile per adulti e bambini.
Gli amanti delle passeggiate potranno visitare Rocca della Falconiera, sito archeologico di età romana, su cui venne costruito in epoca borbonica una fortificazione a difesa dell’isola. Il Forte della Falconiera, costruito sul bordo di un antico cratere a picco sul mare a 157 metri di altezza, è uno dei punti più panoramici dell’isola.
Un altro itinerario particolarmente suggestivo è quello che parte dalla torre di Santa Maria, gemella di quella dello Spalmatore, entrambe facenti parte del sistema di Torri costiere della Sicilia. Costruita dai Borboni nella seconda metà del XVIII secolo, la Torre di Santa Maria ha subito alterne vicende che ne hanno visto l’impiego anche come carcere. Restaurata, dopo un periodo di abbandono, nel 1972, ha ospitato per un periodo il Museo Archeologico, attualmente sito negli  spazi de “Il Fosso”, antica prigione di epoca borbonica, adoperata successivamente come luogo di confino per i militanti antifascisti.
Dando le spalle alla Torre di Santa Maria inizia una vecchia mulattiera che conduce ad un bianco Mulino a Vento. Superato l’antico mulino, si procede in discesa lungo il sentiero e ci si ritroverà a destra il Piano dei Cardoni e sulla sinistra una zona scoscesa in forte pendio che giunge fino al mare. Proseguendo lungo il sentiero, accompagnati da scorci mozzafiato, si giunge prima a Cala San Paolo e poi a Punta San Paolo dove si possono ammirare i resti di una postazione di avvistamento settecentesca. Camminando lungo il sentiero circondato da una fitta vegetazione fra le rocce laviche, si giunge a Punta Galera che deve il suo nome alla caratteristica forma che ricorda la prua di un’antica nave, detta galera, che si protende nel mare.
Proseguendo si raggiunge Punta Sireta che sovrasta la Grotta Verde, caratterizzata dalle acque verde smeraldo, per giungere a Punta dell’Arpa oltre la quale il sentiero, che sembra quasi scomparire fra la vegetazione, conduce alla splendida Piscina Naturale e al faro di Punta Gavazzi.